Pilastro 03
La memoria è una pratica quotidiana, non una ricorrenza. Ricordare chi ha difeso lo Stato di diritto significa chiedersi cosa stiamo difendendo noi, ogni giorno, nelle scelte piccole.
La linea della memoria
1982
30 aprile 1982
Palermo. Viene ucciso il deputato che aveva proposto di punire l’associazione mafiosa in quanto tale e di colpirne i patrimoni. Con lui muore Rosario Di Salvo.
1982
3 settembre 1982
Palermo. Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto della città da poco più di cento giorni, viene assassinato insieme alla moglie e all’agente di scorta.
1982
13 settembre 1982
Dieci giorni dopo via Carini il Parlamento approva la legge Rognoni-La Torre: nasce il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis) e diventa possibile confiscare i beni ai mafiosi.
1992
23 maggio 1992
Sull’autostrada tra l’aeroporto e Palermo un’esplosione uccide il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta.
1992
19 luglio 1992
Palermo, cinquantasette giorni dopo. Un’autobomba uccide il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.
21.3
21 marzo, ogni anno
Nel primo giorno di primavera, dal 1996, in tutta Italia si leggono ad alta voce i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Dal 2017 è per legge la Giornata della memoria e dell’impegno.
Perché ci riguarda
Humana Lab ricorda pubblicamente le vittime delle mafie, a partire dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, perché la legalità non è un tema da specialisti: è il terreno su cui poggiano tutti gli altri diritti.
Difendere lo Stato di diritto passa dalle istituzioni, ma anche da quello che ciascuno decide di tollerare o di non tollerare. È una pratica, e come tutte le pratiche si impara facendola.
Il tuo patto di oggi
Scegli quelli che senti tuoi. Compongono una frase: è il tuo impegno, vale per oggi.
Oggi scelgo di…